Squash Club Pesaro, la storia: dagli anni ’80 fino a Pesaro Challenge

Roberto Casicci presidente dello Squash Club Pesaro che parteciperà come realtà sportiva a Pesaro Challenge l’1-2-3 settembre, ci racconta in questa intervista della realtà storica pesarese che rappresenta e delle iniziative che proporranno a Pesaro Challenge.

Partiamo dalle origini di questa realtà sportiva. Lo Squash dopotutto è storia…

Si, lo Squash, come sport, nasce negli anni ‘80 e si sviluppa principalmente in quel periodo dove andava molto forte… un pò come il padel adesso. Poi, come ogni moda, col passare del tempo è un po ‘ calata anche se, attualmente, si sta cercando la passione verso questa disciplina attraverso i giovani (andando nelle scuole) grazie al sostegno del Ministero dello Sport e della Salute. Perché alla fine il futuro di ogni sport nel mondo è rappresentato dai giovani, quindi ora il nostro scopo principale è di farlo conoscere il più possibile alle nuove generazioni anche perché, a livello fisico, basta osservare la tabella delle attività fisiche per comprendere quanto sia tra gli sport più completi che si possano praticare.

Un discorso che vale anche per la realtà Pesarese immagino… quale storia c’è dietro il vostro Club?

Tutto ha inizio con Giorgio Tamburini, fondatore dello Squash Club Pesaro e attuale proprietario della Big Gym, che è stato il precursore di questo movimento sul nostro territorio e se oggi abbiamo questa realtà il merito è tutto suo.

Attualmente oltre ai nostri atleti ospitiamo, per cause esterne, anche una società di Riccione (poiché non hanno più un campo). Il beneficio di questa collaborazione lo noto ogni volta nei nostri giovani siccome i loro, per meriti sportivi, viaggiano già per l’Europa e questo spinge i nostri ragazzi a fare sempre di più per arrivare al loro livello. Quello che vorremmo fare infatti è aggregare i nostri atleti ai loro. 

Squash Club Pesaro, Pesaro Challenge,

Tu come sei entrato a far parte di questo mondo?

Io ho iniziato negli anni ‘90, giusto per per provare e poi,  siccome mi è piaciuto molto, mi ci son messo con anima e corpo. Sono stato un agonista abbastanza quotato in Italia mentre ora sono in quota 60, quindi lo pratico solo con i veterani o magari, nel caso di un torneo assoluto, per aumentare i partecipanti… perché comunque ormai non reggo più il passo dei giovani.

Cosa ti porti dietro di questo sport fino ad oggi?

Sicuramente le trasferte! Si partiva con grandi macchinate e pulmini e per noi, da ragazzi, oltre alla bellezza di giocare fuori era sempre un motivo di festa. Qualcosa che vedo anche adesso nei ragazzi che iniziano a praticare questo sport e che vanno magari all’estero a fare gli europei a squadre. Ciò permette loro di aggregare in un modo non indifferente così come, alla fine,  avviene in tutti negli sport giovanili.

Quando viaggi per il mondo ti diverti sempre. Ovviamente una volta in campo devi essere serio e professionale ma tutto il resto del tempo e del viaggio è fatto di svago e di emozioni uniche che ricorderai per sempre..

Pesaro Challenge invece come si inserisce nel vostro percorso?

Nasce tutto dalla conoscenza con Francesco. Ci siamo visti per la prima volta in spiaggia a un torneo di beach tennis e da allora ci siamo sempre tenuti in contatto. Da lì ho parlato con la federazione (anche per via del programma del Ministero nei confronti dei giovani) per poter portare la nostra realtà all’interno di Pesaro Challenge vista l’opportunità che offre di mettere in contatto lo sport e i giovani. Vorremmo portare, per l’evento, più tecnici federali possibili oltre ad un gonfiabile per i bambini dove far praticare loro lo Squash.

Come Squash Club Pesaro siamo prontissimi per quest’anno e con la testa già pensiamo all’anno prossimo visto che vorremmo organizzare un vero e proprio torneo.

Onestamente? L’avremmo voluto fare già da quest’anno ma la federazione aveva già preso impegni per un altro evento internazionale durante i giorni in cui si svolge Pesaro Challenge e dunque non è stato possibile. Ma l’anno prossimo faremo di tutto per realizzarlo!

Cinzia Signoretti di Fantasticane a Pesaro Challenge: “Lo sport è di tutti, anche degli amici a 4 zampe!”

Pesaro Challenge è un evento adatto a tutti e non parliamo solo di grandi e piccini ma anche dei nostri amici a quattro zampe! Per questo ringraziamo Cinzia Signoretti, educatrice cinofila professionista, con la quale collaboriamo, che ci ha permesso di dedicare aree ed iniziative anche a loro.

Cinzia Signoretti ha due centri tra Pesaro e Acqualagna ed ha messo in piedi una vera e propria guida all’educazione dove, alcuni consigli, sono tranquillamente reperibili online. Un progetto così interessante che è diventato virale, la sua pagina “Fantasticane” infatti vanta più di 100.000 followers sia su Facebook che su Instagram.

Cinzia Signoretti Fantasticane Pesaro Challenge,

Come mai hai deciso di intraprendere questo percorso?

Perché voglio aiutare le persone ad aiutare a loro volta il mondo del cane. Tutto ciò che faccio, dai corsi ai consigli, ha un linguaggio semplice che permette a chiunque di avvicinarsi e comprendere il proprio cane. Oltre a ciò suggerisco anche prodotti e integratori per l’alimentazione in quanto laureata in cinotecnica con un master in alimentazione veterinaria.

Bisogna capire ciò che spinge il cane a comportarsi in un determinato modo. La classica mentalità del “io sono sono il capobranco quindi io comando” è sbagliata! Ma se nessuno ti insegna la mentalità giusta da avere con i nostri amici a 4 zampe difficilmente la si cambia.

Immagino che tu abbia sempre avuto un cane…

Uno? Io ne ho sempre avuti almeno 5 o 6. Con loro ho vissuto la mia vita (personale e anche sportiva). Adesso ad esempio mi sto preparando per un mondiale di Bike in Germania avendo un cane da sprint. Oltre a ciò con loro pratico anche il canicross e ho fatto l’istruttore per cani da soccorso. Io faccio ciò che insegno, tutto assieme ai miei cani. 

C’è qualcosa, di questo percorso di vita, che porti con te in particolar modo?

Un evento che porto nel cuore è sicuramente la ricerca di una persona scomparsa con una disabilità che abbiamo ritrovato.

Cosa porta invece Cinzia Signoretti a Pesaro Challenge?

Partecipo per far sapere alla gente come si vive e come si comunica con i cani. Per dire loro che non si tengono in garage ma nemmeno in giardino, che non si comprano per bellezza. Per far capire alle persone che il cane ha bisogno di essere educato e che per farlo servono delle competenze, prenderlo solamente non basta perché non è una cosa che si impara da un giorno all’altro.

Pesaro Challenge è una manifestazione sportiva, come si collega al mondo dei cani?

Il punto è proprio questo, i cani e le sport. Le persone devono capire che un cane ha bisogno di attività fisica esattamente come noi e che non basta soltanto farlo uscire per fare i bisogni. Quindi vorrei far capire loro che si può praticare sport assieme al proprio cane. 

A Pesaro Challenge quindi ci sarà una postazione dalla quale cercherò di far capire proprio questo, oltre al comportamento e al rapporto da avere con gli amici a 4 zampe.

In particolar modo mi concentrerò, visto il nostro territorio, sul come si può insegnare ai cani la ricerca del tartufo.

A tutto questo poi si aggiungerà anche la sfilata (esattamente come l’anno scorso) con i cani sul palco (sia di razza che meticci). Questa volta però, oltre al cane più simpatico e al più bello, ci sarà anche il concorso “tale e quali” dove sarà premiato il cane che più assomiglia al padrone.

Cinzia Signoretti Fantasticane Pesaro Challenge,

Un’ultima domanda… c’è qualche consiglio in particolare da tenere a mente?

Sarebbero tante le cose da dire. Innanzitutto che sgridare un cane non serve a niente e poi che ci sono tanti nuovi studi che ci aprono un mondo sulla loro mentalità. Ad esempio è ormai provato che lo scodinzolio non significa sempre che il cane è felice, bisognerebbe vedere in che verso scodinzola, la frequenza e tanto altro.

Per questo a Pesaro Challenge cercherò di chiarire il più possibile tutto ciò che bisogna tenere a mente sul mondo dei nostri amici a 4 zampe.

Pisaurum Young Riders e Pesaro Challenge insieme per una nuova generazione di ciclisti!

Se Pesaro è la città della bicicletta, Pesaro Challenge non può essere da meno! Per questo siamo felicissimi della nostra collaborazione nata dal rapporto con Massimo Umbri, fondatore della realtà ciclistica Pisaurum Young Riders dove attualmente riveste la carica di consigliere, oltre ad essere membro della Federciclismo provinciale.

Una realtà che per il territorio pesarese è tanto storia quanto tradizione, come lui stesso ci racconta…

Basterebbe il nome per descrivere Pisaurum Young Riders no?

Si esatto. Pisaurum Young Riders è una realtà pesarese storica che c’è sempre stata, così come la tradizione delle squadre giovanili sul nostro territorio anche se, per un periodo, questa bellissima abitudine si è interrotta a causa della mancanza di vivaio. Fortunatamente è un trend che si sta invertendo in questo periodo, seppur il calo rispetto al passato sia comunque evidente. Però siamo riusciti a ripartire lo stesso, con un vivaio di ragazzini sempre più in crescita e che comprende bambini d’età giovanissima come quelli di 6 anni ma anche più grandi come i 13enni. Presenze fondamentali per cercare di ricostruire il ciclismo a Pesaro.

Il problema che riscontriamo oggi però non riguarda solo il ricambio generazionale ma anche la mancanza di istruttori e di amanti del ciclismo. Quello che stiamo provando a fare come Pisaurum è rispolverare il ciclismo, magari contattando ex atleti e amanti di questo sport per tramandare questa passione.

Parlando di passione appunto… la tua da dove nasce?

La mia è una passione di famiglia. Prima di me correvano già mio padre e mio zio. Poi tra fratelli e cugini c’è stato un periodo in cui eravamo in 7 addirittura. La moglie di mio fratello è stata Azzurra per 9 anni, ha fatto 3 tour de France e 5 giri d’Italia. Poi per ultimo c’è mio figlio che è l’ultimo Umbri che cavalca la bicicletta. Diciamo quindi che è qualcosa che tramandiamo di generazione in generazione.

Io sono cresciuto in una famiglia contadina e per me avere una bicicletta era qualcosa di bellissimo poi, quando ci siamo trasferiti a Pesaro nel 1964 (che ancora non aveva tutti questi abitanti) ho vissuto la città come una pista ciclabile gigante. Non c’erano le macchine o il traffico di oggi e nemmeno case o palazzi. Quindi per un amante della bicicletta questo significava poter sfrecciare ovunque senza i limiti di oggi.

Pisaurum Young Riders, Pesaro Challenge,

Come nasce invece il rapporto con Pesaro Challenge?

Siamo stati contattati da Francesco Troiani che ci ha parlato dell’evento e abbiamo deciso di aderire per poter ampliare la società e mostrare ai ragazzi di Pesaro che c’è anche questo sport oltre al calcio, al basket e via dicendo. Quindi parteciperemo per provare a ricostruire il ciclismo pesarese partendo dal far divertire ragazzi sia con la pratica che con la conoscenza di questo sport.

Allestiremo una gimkana dove potranno provare le bici da corsa o le mountain bike. Saremo ovviamente attrezzati con bici di diversi tipi e di varie misure così da averne a disposizione per tutti.

Faremo vivere loro questo sport ma anche conoscere la storia di Pisaurum Young Riders.

Se ti chiedessero un tuo sogno invece? Cosa risponderesti?

Il mio sogno nel ciclismo è quello di guidare i miei ragazzi verso il successo in questo mondo sportivo, così da condividerli con loro. Per dire… mio figlio ormai ha 22 anni e quindi adesso si autogestisce, fino a 3 anni fa però lo accompagnavo e lo allenavo io arrivando, con lui, anche a vincere parecchio (sia su pista che su strada). Una volta però che un giovane ciclista, come nel caso di mio figlio, supera i 18 anni, Pisaurum Young Riders si stacca, perché diventa compito dell’atleta decidere del suo futuro siccome quella che prima era una passione può trasformarsi in un vero e proprio lavoro. Ma ripeto… a quell’età è il ciclista a dover fare delle scelte. Per questo anche se fossimo in grado di accompagnarli oltre non lo faremmo. Il nostro sogno è quindi quello di accompagnare questi ragazzi verso la porta del professionismo e del successo per poter poi gioire dei loro successi. Pensiamo infatti che sia questo il vero premio per noi che facciamo volontariato.

PJ Investigation a Pesaro Challenge: tra steward e corsi di sopravvivenza

Alessandro Gili, socio di PJ investigation di Pesaro, è l’uomo che, assieme alla sua agenzia di security e a tutto il suo staff, garantisce la sicurezza di Pesaro Challenge durante i suoi giorni d’evento, esattamente come lo farà anche quest’anno l’1-2-3 settembre. Oltre a ciò Alessandro ha in serbo per tutti coloro che verranno a Pesaro Challenge anche una novità che li metterà al centro dell’iniziativa, facendo vivere ai presenti una vera e propria esperienza tra lo sport e la sicurezza. Di cosa stiamo parlando? A raccontarcelo è proprio lui, prima però scopriamo che cos’è PJ Investigation e cosa c’è dietro il mondo della sicurezza agli eventi…

Come e quando nasce la vostra realtà?

Pj nasce nel 2010, viene fondata da mio suocero che è stato per 35 anni nei carabinieri (svolgendo anche missioni all’estero) e che, dopo essere andato in pensione nel 2009, ha deciso nel 2010 di aprire un’agenzia investigativa in ambito familiare… quindi parliamo di indagini inerenti la fedeltà coniugale, il controllo di minori ma anche penale (relativamente ad attività investigative) attraverso avvocati che chiedono magari una consulenza tecnica per un caso (visto che ha lavorato anche con i ris di Roma).

E questa è stata Pj fino al 2012 quando poi, grazie alla licenza ottenuta, si apre al mondo della sicurezza anche nell’ottica del fatto che Pesaro fosse sprovvista di una vera e propria agenzia. Così assumendo vari ragazzi che facevano i buttafuori Pj inizia ad occuparsi della sicurezza agli eventi, nei locali notturni e nelle spiagge arrivando, ad oggi, a contare circa 90 operatori a contratto a chiamate operando sia sul territorio pesarese che romagnolo (dove abbiamo abbastanza radicato la nostra attività).

Inoltre offriamo anche un servizio di steward e antincendio (persone che hanno attestati di alto rischio) autorizzati a intervenire prima dell’arrivo dei vigili del fuoco.

Pj investigation Pesaro Challenge sicurezza,

Una figura che si è evoluta nel tempo anche a livello legale…

Si, infatti quella del buttafuori era una figura che fino al 2009 non era è stata ancora professionalizzata, bastava solo mettere in regola la persona però non c’era un vero e proprio regolamento e questo causava non poche incomprensioni. Poi il Ministero, finalmente, ha deciso di tutelare sia noi che coloro che ci assumevano ed ha predisposto un corso di 90 ore obbligatorie per legge da svolgere tramite l’agenzia o il locale. Inoltre adesso è prevista l’iscrizione alla Prefettura perché devono sapere per chi lavori. Infatti noi, prima di ogni attività, dobbiamo comunicare chi andrà a lavorare e in quali locali. Una misura non di poco conto visto che ha permesso di mandar via le “mele marce” da questo mondo poiché chi ha precedenti non può iscriversi in prefettura.

Tu come hai deciso di entrare in questo mondo?

Ci sono entrato nel 2014… prima lavoravo in una società che gestiva alberghi. La parentela poi mi ha portato in Pj perché mio suocero si stava ampliando in vari settori e mi aveva chiesto di dargli una mano. Onestamente ci ho pensato un pò prima di accettare perché ero molto legato al mondo del turismo ma alla fine, intorno al 2013/14, ho accolto la sua proposta ed ho iniziato a seguire dei corsi di investigazione e dei master per formarmi al meglio. Devo ammettere che è un settore che mi è piaciuto molto e in cui mi sono trovato a mio agio… forse per il fatto che ho la capacità di essere tranquillo sin da subito con persone che magari si aprono completamente con te, anche su aspetti imbarazzanti, e io dimostro loro di essere in grado di comprenderli (quasi come uno psicologo). Non è qualcosa di scontato e penso che questo mi abbia inorgoglito molto sino al punto di farmi scegliere questo come mio mestiere.

Pj investigation Pesaro Challenge sicurezza,

Pesaro Challenge invece?

Tutto ha inizio circa 3-4 anni fa, perché a Pesaro Challenge servivano degli steward formati e adatti a grandi eventi come che sapessero lavorare in termini di sicurezza e controllo.

Così nasce il contatto con Francesco e iniziamo a parlare del progetto Pesaro Challenge. Lo abbiamo sposato subito sia perché ci sembrava interessante sia perché coinvolgeva realtà sportive di ogni settore del territorio.

Inizialmente ci erano state richieste 5 persone, poi l’evento si è allargato e siamo arrivati a 6. 

Quest’anno ci sarà una novità però…

Si esatto, oltre alla collaborazione inerente il personale, abbiamo pensato, da quest’anno, di fare dei veri e propri corsi di sopravvivenza visto che il nostro è un territorio (anche) collinare e dunque il San Bartolo si addice per questo tipo di avventure per persone che vanno dai 18 fino ai 60 anni.

Faremo dei corsi che spiegheranno come avventurarsi in determinati percorsi, che aiuteranno a capire cosa si può fare e quando, come comportarsi se non si ha dell’acqua, strumenti, telefoni… Daremo insomma delle linee guida per le persone che vogliono affrontare questo tipo di percorso mettendo a loro disposizione un personale qualificato che viene da Roma e che fa questo tipo di attività. Inoltre, a chi si iscriverà, daremo anche una maglietta e dei gadget come ricordo per l’avventura vissuta con noi.

Pesaro Balla: 25 anni di storia e di campioni italiani raccontati da Fiorenzo Filippini

Fiorenzo Filippini, originario Mombaroccio e natio di Tavullia, assieme alla moglie Ana Ghezuroiu, porta avanti la realtà di “Pesaro Balla” in quel di Montecchio e, assieme a Pesaro Challenge, arricchisce le serate dell’evento con uno spettacolo di danza mozzafiato, proprio come accadrà anche quest’anno la sera del 2 settembre.

“Sarà un evento speciale visto che coglieremo l’occasione per festeggiare i 25 anni della nostra associazione” racconta Fiorenzo Filippini che poi ci parla anche della sua realtà.

Che storia e che realtà c’è dietro questi 25 anni?

La nostra associazione si occupa di danza sportiva a tutti i livelli e per tutte le diverse discipline, così come della danza di coppia. Viene diretta da me e da mia moglie, in uno spazio abbastanza grande (abbiamo 6 sale che vanno dai 100mq ai 250mq).

Abbiamo atleti che provengono da tutto il territorio della provincia (e qualcuno anche dalla vicina Romagna) che, con nostra grande soddisfazione, partecipano anche a competizioni nazionali e internazionali (per un totale di 20 coppie che competono ed un’età variabile dai 35 fino ai 76 anni). Siamo specializzati nelle danze sportive e di coppia ma a livello sociale trattiamo tutte le discipline. Facciamo lezioni sia collettive che su appuntamento.Attualmente abbiamo 8 coppie di campioni italiani. Un dato che ci dice che stiamo lavorando bene anche a livello agonistico oltre che sociale.

Da dove nasce questa passione?

L’ho sempre avuto fin da ragazzo anche se solo a 16 anni ho iniziato ad andare a scuola di ballo e a praticare questa disciplina in maniera professionale facendo competizioni nazionali. 

Tutto è nato grazie ad un mio amico nel 1976, mi aveva portato con lui perché si vergognava ad andare da solo a lezione e da lì non ho mai più smesso. Così ad un certo punto, quando ho capito di voler trasmettere la mia passione agli altri, ho dato vita a questa splendida realtà che porto avanti con mia moglie da più di vent’anni ormai.

Ovviamente prima c’è stato tutto un percorso formativo, anche a livello tecnico (non solo sportivo). Ho cominciato a studiare con l’associazione nazionale maestri di ballo e nel 1986 (anno nel quale ho dato il mio primo esame tecnico) e da quella volta lì ho continuato a studiare con la Scuola dello Sport del CONI fino a diventare un tecnico federale. Oltre alla scuola poi, da 13 anni, prima con il CONI, e ora con il Ministero Sport e Salute, mi occupo di danza sportiva al carcere di villa fastiggi, per danza sportiva.

Pesaro Balla Fiorenzo Filippini Pesaro Challenge,

Pesaro Challenge invece com’è arrivata alla vostra realtà?

Il rapporto nasce perché io sono presidente provinciale dell’ente di promozione sportiva del CONI e di Sport e Salute che si chiama Centro Sportivo Educativo Nazionale (C.S.E.N.). Si tratta del primo ente in Italia per maggior numero di associazioni archiviate (circa 110 comitati provinciali in tutta Italia). Così diciamo che è nata la collaborazione con Pesaro Challenge e l’ente sportivo per la divulgazione dello sport e l’inserimento dei giovani e meno giovani in questo fantastico mondo.

La collaborazione con Pesaro Balla dunque è stata una conseguenza tanto naturale quanto bella. Per noi è un’occasione di mostrarci, presentarci e fare una serata di esibizione di danza sportiva (quest’anno alla sera del 2 settembre) nel cuore della città (ovvero la Palla di Pomodoro). Oltre a ciò ci sarà anche uno stand del C.S.E.N. per dare sia informazioni a riguardo che spazio, alle nostre affiliate, per partecipare.

Già l’anno scorso è stata una bellissima serata, quest’anno aggiungiamoci anche il fatto che festeggiamo 25 anni… sarà una serata indimenticabile!